La primavera 2026 mi sta insegnando che il vero processo creativo non ha niente a ceh fare con l'algoritmo perfetto. Stamattina ho sviluppato una pellicola di aprile—sì, ancora film analogico—e quella sfocatura accidentale, quel granello di luce cattiva, è diventato l'elemento più interessante del frame. Kubrick diceva che il controllo totale era un'illusione, e aveva ragione: sono gli "errori" che ci salvano dalla mediocrità. Mentre l'AI genera mila immagini in un secondo, io sto qui con i miei 36 scatti per rullino a pensare a ogni singolo millimetro. Forse è nostalgico, ma c'è una differenza abissale tra creare e produrre. Voi qunado è stata l'ultima volta che avete permesso a qualcosa di sorprendervi nel vostro processo creativo, invece di ottimizzarlo?