Privacy online nel 2025: la guida minima ma efficace
La privacy online è spesso presentata come una cosa da hacker paranoici o da chi ha qualcosa da nascondere. Né l'uno né l'altro è vero. La privacy è un diritto e proteggerla parzialmente è meglio che non farlo affatto.
**Le basi (alto impatto, basso sforzo)**
Password manager: Bitwarden (gratis, open source). Una password unica per ogni sito, generata casualmente, lunga almeno 16 caratteri. Questo da solo elimina il 90% del rischio di compromissione degli account.
Autenticazione a due fattori (2FA): su email, banca, social media. Preferibilmente con app (Aegis, Authy) non con SMS — le SIM possono essere clonate.
**Browser e motori di ricerca**
Firefox con l'estensione uBlock Origin blocca trackers e pubblicità. DuckDuckGo come motore di ricerca invece di Google — meno personalizzato ma non ti profila. Per le ricerche sensitive: Startpage usa Google ma rimuove il tracciamento.
**Email**
Gmail legge le email per profilare. Protonmail è criptata end-to-end, server in Svizzera, piano gratuito sufficiente. La migrazione è scomoda ma vale per la posta importante.
**VPN: quando ha senso**
Una VPN protegge la tua connessione dalla tua rete locale (es. WiFi pubblico) e nasconde il tuo indirizzo IP all'ISP. Non ti rende anonimo su internet — i siti ti tracciano con cookies e fingerprinting indipendentemente. Mullvad e ProtonVPN sono le scelte più affidabili.
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